Perché una Guida ?

Le attività “outdoor” come l’escursionismo sono attività in crescente sviluppo. Negli ultimi anni si sta assistendo ad un proliferare di offerte del settore, e questo riflette un incremento dell’interesse della popolazione generale per la vita e le attività all’aria aperta. Per chi vuole evadere da uno stile di vita sedentario ma allo stesso tempo troppo veloce, stressante, in ambienti sovraffollati ed inquinati come le città, gli strumenti e le possibilità per farlo sono innumerevoli: guide cartacee, applicazioni che ci permettono di individuare sentieri su mappe topografiche digitali e registrare ogni parametro della nostra attività fisica, amici e colleghi appassionati ed entusiasti.

Con tutta questa abbondanza di strumenti che possono essere usati in autonomia, perchè affidarsi ad una Guida Escursionistica professionista?
E’ una domanda semplice e legittima, e penso che la risposta possa essere in buona parte data dallo spiegare che cos’è una Guida Escursionistica. Addentriamoci dunque descrivendo gli aspetti caratteristici della mia professione.

 

La sicurezza 

Nel loro percorso formativo le Guide Escursionistiche ambientali seguono un serio e strutturato piano di formazione certificato che li porta ad essere preparati ed autorizzati dalla legge ad accompagnare i propri clienti in natura e a farsi carico della loro responsabilità. Ogni guida professionista è obbligatoriamente dotata di una specifica assicurazione di responsabilità civile che gli consente di rispondere di eventuali incidenti che potrebbero verificarsi per sua responsabilità. Ma al di là dell’aspetto puramente riparativo dell’assicurazione, in qualità di guida abbiamo ed ho ben presente, il dovere primario di garantire la sicurezza delle persone che si affidano a noi, proprio dal momento che siamo noi ad essere i professionisti del settore.

 

La conoscenza 

Nella mia formazione è stata data, al pari della sicurezza, una primaria importanza alla conoscenza del territorio. Questo mi permette di soddisfare e stimolare la curiosità dei miei clienti con conoscenze naturalistiche, storiche e antropologiche relative ai luoghi in cui conduco le escursioni. Fondamentale in questo senso, ancor prima delle conoscenze trasmesse, è l’allenamento a farsi le domande giuste, che è un processo che apprendiamo ad utilizzare, e personalmente reputo preziosissimo nel bagaglio che definisce la mia professione. Veniamo abituati ad osservare il territorio sotto più dimensioni possibili, dall’estensione di un bosco, alla tipologia di vegetali presenti, alla presenza di insediamenti umani presenti o passati, alla conformazione dei rilievi e delle rocce, e a domandarci non solo qual’è l’identità di questi singoli elementi, ma anche ad interrogarci circa le relazioni tra di essi. E’ in questo modo che acquisiamo ciò che trasmettiamo ed è in questo modo che io continuo ad apprendere per poi trasmettere. Sempre grazie alla formazione ad oggi fanno parte delle mie competenze l’orientamento sul campo ( “orienteering”) con cui so leggere mappe topografiche, ossia estrarne le informazioni necessarie, sia per tracciare un percorso sia per muovermi in esso con l’ausilio di appositi “strumenti del mestiere” come bussola, altimetro e/o GPS. 

 

Il saper fare

 Se quella appena citata può essere definita come conoscenza teorica, quella di cui voglio parlare ora la chiamerei conoscenza pratica. Chi, come me, è diventato guida è in genere una persona con molti anni di esperienza escursionistica alle spalle, esperienza che viene arricchita e affinata nel percorso formativo. Sto parlando di tutte quelle abilità che è difficile, se non in alcuni casi impossibile, trasmettere a parole. Si tratta di una collezione di istinti allenati in migliaia di chilometri percorsi a piedi; il sentire- ancor prima che il sapere- qual’è l’andatura da adottare per poter sostenere l’intero percorso, il saper cogliere i dettagli a volte impercettibili dell’ambiente, il saper valutare e scegliere a prima vista le modalità migliori per affrontare un passaggio, o quanto meno quelle meno pericolose, il saper dare il giusto peso non solo allo zaino ma anche alla fame e altre sensazioni fisiche. Sono proprio questi e altri “saper sentire”, che nascono da un intelligenza somatica, corporea, ad essere la base indispensabile della mia professione. Grazie a questa conoscenza pratica la guida è qualcosa di più di un divulgatore.

 

La relazione

Se sino ad ora non sembrassero già abbastanza complesse e ricche le competenze di una Guida Escursionistica, quì il discorso si arricchisce ulteriormente. Parlare di relazione tra Guida e Cliente significa parlare di dinamiche di gruppo, psicologia, stili di leadership, insomma ci sarebbe da scrivere milioni di pagine già scritte. In questa sede mi voglio dunque limitare ad esporre il modo di guidare che mi rappresenta maggiormente, e che come ogni aspetto della professione è in continua crescita. Vorrei riportare quello che è il mio personale modello di riferimento della relazione umana tra Guida e Cliente, riferimento dato non a caso da un prezioso amico di cammino. La Guida conduce come farebbe un maestro, pronto all’ascolto dell’altro ma fermo nel sapere il proprio percorso e dove vuole condurre. Lo lascia sbagliare dove lo sbaglio è innocuo e parla con lui delle difficoltà che ha affrontato in quel percorso. Lo ferma quando per via della propria inesperienza si mette in pericolo, e lo fa in modo fermo lasciandogli intendere che ci sono motivazioni e che è disposto a parlarne. Rimane con il dubbio di essere un maestro, rimane con il dubbio che può commettere errori e che è pronto ad ammetterlo apertamente e serenamente, prendendosene le responsabilità.

Ritorniamo ora alla domanda iniziale : “perchè affidarsi ad una Guida Escursionistica?”

Perché la Guida conosce il territorio e questa conoscenza permette da un lato di poter camminare sereni, sicuri del fatto che sa dove ci porta, e dall’altro di avere un’esperienza più coinvolgente.
Perché è più facile chiedere alla Guida di ideare un itinerario e di condurci, rispetto ad affrontare l’incertezza di partire su sentieri sconosciuti e con buona probabilità di non riuscire a compiere quanto ci si proponeva. 
Essendo un professionista del settore si assume la piena responsabilità del suo operato.  Grazie alla sua esperienza sul campo sa dare consigli al cliente in merito ad attrezzatura, alimentazione, precauzioni per la salute e accorgimenti vari, per rendere la camminata il più soddisfacente possibile.
Si pone in relazione con il Cliente, ossia ne ascolta le richieste, le incertezze, le paure, e le storie, trovando con lui momenti di condivisione, arricchimento reciproco, porgendo la mano quando necessario. La Guida, consapevole del suo ruolo, non si sostituisce alle gambe, alla curiosità e alla motivazione del Cliente, ma appunto lo conduce insieme alle sue potenzialità su sentieri che ancora non conosce.

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