Camminare con coscienza… di caviglia

“Mi raccomando, le scarpe da montagna devono tenere la caviglia “.
Questo è uno dei dogmi che spesso ci vengono detti come buone e sempreverdi pratiche per andare in montagna.Cosa ne penso personalmente ? Dipende dalla persona in questione.

Più precisamente ancora, dipende dal tipo di rapporto che la persona ha con le proprie caviglie!

Le caviglie sono, come le altre articolazioni, una struttura complessa fatta per comunicare il movimento ad altre parti del corpo, con il quale intrattengono costantemente un rapporto specifico e dinamico. In breve le caviglie sono fatte per MUOVERSI!

Ora, in qualità di Guida richiedo sempre di portare con se ” calzature adeguate” rimandando al concetto che “adeguato” in montagna significa tenuta della caviglia. Tralasciando i numerosi casi di persone che in montagna vanno con le stesse scarpe che utilizzerebbero nel centro della sabauda Torino, la mia richiesta – così come quella di tutte le altre Guide- è di carattere prettamente preventivo; Non conosco la persona, non so come si muove, ne tanto meno se è abituata o meno a “viversi” il movimento delle caviglie, perchè è qui che sta a mio avviso il punto della questione.

Vite sedentarie provocano quello che io chiamerei un irrigidimento generalizzato del sistema psico-fisico. Con i nostri stili di vita, legati alle scrivanie e agli schermi, le articolazioni perdono notevolmente le loro potenzialità di generare, trasmettere e adattarsi plasticamente a forza e movimento, dunque è molto più probabile che sollecitazioni “inusuali” provochino traumi, da qui la necessità di proteggere l’articolazione, che non è abituata a certe sollecitazioni.

Questo è quasi paradossale se si pensa che in realtà è disegnata appositamente da madre natura per gestire e rispondere a quel tipo di sollecitazioni.

Man mano che riprendiamo la nostra natura di animali fatti per muoverci, lo scenario inizia a cambiare. Chi fa attività come arti marziali, danza, o corsa in montagna impara presto l’importanza di avere le caviglie libere, man mano ne ri-acquisisce le facoltà motorie. Sarebbe impensabile per chi corre in montagna calzare pedule alte; oltre che per il loro peso, il problema più impacciante sarebbe quello di non riuscire ad adattare prontamente e correttamente l’appoggio dei piedi alla superficie del terreno, cosa che deve essere fatta con sufficiente prontezza e sicurezza.

In definitiva ed in sintesi la mia esperienza mi porta a consigliare calzature che tengano la caviglia a tutti/e coloro che non hanno famigliarità con stimolazioni della stessa di un certo tipo, o magari a coloro che c’è l’hanno ma si approcciano per la prima volta a terreni irregolari come quelli in montagna. Per tutti/e coloro che invece hanno salda esperienza col movimento articolare in questione consiglio le scarpe basse, e ovviamente adeguate all’attività outdoor, non alle passeggiate in via Roma.

P.S. Se vuoi individuare la miglior tipologia di calzatura per te, e/o vuoi migliorare la mobilità delle tue articolazioni rivolgiti sempre a professionisti del settore, come ortopedici, fisioterapisti, insegnanti certificati di attività sportive o psico-fisiche ( Yoga, Pilates, Arti marziali ecc )

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