Acquisti asciutti e consapevoli per l’escursionismo

L’autunno e l’inverno sono  sicuramente quelle stagioni in cui siamo più interessati ad acquistare capi d’abbigliamento in grado di proteggerci da precipitazioni di vario tipo.
Nel nostro peregrinare tra vetrine e negozi – on-line e non – incappiamo spesso in caratteristiche e dati tecnici di cui vorremmo capirci qualcosa, in modo da acquistare ciò che ci serve ( ammesso che lo sappiamo veramente ), o quanto meno a non prenderci una fregatura.
Voglio allora fare chiarimento sulle proprietà dei tessuti di “opporsi” all’acqua.

Qui di seguito vi propongo un glossario ed una piccola guida per l’acquisto “consapevole” dei capi che ci proteggono da freddo e acqua.

Termini come impermeabilità e idrorepellenza vengono spesso utilizzati come sinonimi, ma in realtà non lo sono affatto; l’unica cosa che hanno in comune queste due caratteristiche sono le unità di misura usate per quantificarle, ovvero i millimetri di colonna d’acqua oppure i Pascal.
La capacità dei tessuti di resistere al passaggio di acqua viene misurata ed indicata in millimetri di colonna d’acqua; cosa significa?
Nei test specifici viene presa una superficie di tessuto sulla quale viene appoggiato un cilindro di 10 cm di diametro che viene gradualmente riempito di acqua. il processo di riempimento prosegue sino a quando il materiale non inizia a far passare il liquido in questione; il livello di acqua rimasta nel cilindro nel momento in cui  avviene questo fenomeno viene preso come misura della resistenza del tessuto all’acqua. Quando vediamo ad esempio indicata la sigla 2000mm, questa significa che il materiale a cui si riferisce resiste sino a 2000mm ( 2 metri ) di colonna d’acqua, oppure, più precisamente, alla pressione esercitata da una colonna di 2 metri d’acqua senza permetterne il passaggio.

Riprendiamo ora i termini impermeabilità ed idrorepellenza e spieghiamo la differenza.


Un materiale (o tessuto o capo d’abbigliamento) si dice impermeabile (“waterproof”) quando per proprie caratteristiche fisiche non permette all’acqua di attraversarlo. Con questo si intende che il tessuto è o completamente privo di discontinuità – come un telo di nylon per intenderci – oppure tali discontinuità sono talmente microscopiche – es GORE-tex di cui parlo in seguito- da non essere sufficienti al passaggio del liquido. Dunque un materiale impermeabile costituisce il più efficace isolamento dall’acqua e l’unica cosa che ne può intaccare la caratteristica è l’usura o altri fenomeni che possono alterarne la continuità (strappi, forature… ecc).

Un materiale si dice invece idrorepellente (“water repellent”) quando per proprietà più chimiche che fisiche induce l’acqua a scivolare sopra senza penetrarvi. Questo viene assicurato tramite l’utilizzo in fase di fabbricazione di appositi trattamenti con prodotti idrofobi, o appunto idrorepellenti. In soldoni l’idrorepellenza assicura una resistenza al passaggio di acqua inferiore all’impermeabilità

Detta in unità di misura i tessuti idrorepellenti presentano un numero di millimetri di colonna d’acqua inferiore a quello presentato dai tessuti impermeabili; i tessuti idrorepellenti iniziano ad “inzupparsi” ben prima di quelli impermeabili che, teoricamente, non lo permettono mai.

Non esiste una convenzione che permetta di distinguere in modo universale un materiale idrorepellente da uno impermeabile sulla base di H2Omm. In termini generali però i materiali idrorepellenti non superano gli 800mm di colonna d’acqua, mentre quelli impermeabili si aggirano tra i 1000 e i 15000mm.

Tutto abbastanza chiaro no!? 

Ora occorre inserire un’altra proprietà, ossia la traspirabilità.

Abbiamo parlato della capacità dei tessuti di resistere al passaggio dell’acqua e verrebbe da considerare il problema del bagnarsi risolto. Pensiamoci un attimo però: se l’acqua non entra non può nemmeno uscire, e questo significa che se sudiamo il sudore si accumula lì dov’è provocando un effetto sauna.
Nella scelta dei capi di abbigliamento viene quindi prestata attenzione anche alla traspirabilità del tessuto, intesa come la sua capacità di essere attraversato dal vapor acqueo, dunque acqua in forma gassosa.

Per sentirci proprio comodi dovremmo avere un tessuto con la massima impermeabilità e la massima traspirabilità, ma queste due caratteristiche sono di per sè inversamente proporzionali l’una all’altra. Ad esempio un telo di nylon ci proteggerà egregiamente dalla pioggia battente, ma sotto di esso il calore e l’umidità prodotti dal nostro corpo ci renderebbero la vita difficile; al contrario una comoda maglia di cotone permette un’ottima dispersione del calore e dell’umidità in eccesso ma si inzuppa subito.

Esiste tuttavia un materiale, il GORE-TEX, che ovvia questo problema. Questa membrana, usata ad oggi per svariati capi di abbigliamento, ha la caratteristica di presentare miliardi di microfori per centimetro quadrato ed ognuno di essi risulta essere 20.000 volte più piccolo di qualsiasi goccia d’acqua e, allo stesso tempo, 7000 volte più grande delle particelle di vapore acqueo. Questo significa che le membrane in GORE-TEX sono impermeabili all’acqua in forma liquida, permettendo una massima protezione dalle intemperie, e permeabili all’acqua in forma gassosa; Il risultato è quello di essere traspiranti ed impermeabili allo stesso tempo.

Unico problema: il costo.
Bene dunque, abbiamo una panoramica con cui orientarci nei nostri acquisti anti-pioggia con unità di misura, definizioni, pro e contro. 

Ora che sappiamo un po’ di più possiamo scegliere meglio!

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